PARCO DEL CORNO ALLE SCALE

gli itinerari

Ambienti d’alta quota

Rifugio Cavone – Passo Del Vallone – Balze dell’Ora – Punta Sofia Passo Dello Strofinatoio – Lago Scaffaiolo – Rifugio Malghe – Cavone

Partenza: Rifugio Cavone (1424 m)
Tempo di percorrenza: 5 ore
Difficoltà: Media
Dislivello: 520m
Lunghezza: 7,5km

Dal laghetto del Cavone (1.424 m) si imbocca il percorso CAI 337 verso il Passo del Vallone, inerpicandosi sugli antichi depositi glaciali lasciati da un ghiacciaio di modeste dimensioni che circa 10.000 anni fa scendeva dal Corno alle Scale lungo la Valle del Dardagna. In poco tempo si raggiunge la Valle dei Silenzi, piccolo anfiteatro che si trova appena fuori dalla faggeta prima di intraprendere la salita verso il Passo del Vallone (CAI 337). Questo tratto di sentiero, ripido e stretto, offre, soprattutto, nel periodo invernale una notevole panoramica della morfologia glaciale della zona.

Dal Passo del Vallone il prende il sentiero CAI 129 in direzione del Corno alle Scale salendo i ripidi gradoni verso Punta Sofia, noti come i Balzi dell’Ora, che può presentare alcune difficoltà, soprattutto durante l’inverno, in quanto affacciato sui dirupi della parete est del Corno alle Scale.

In questo tratto si incontrano piante di piccole dimensioni e di particolare significato biogeografico, come la Saxifraga oppositifolia, essenza vegetale tipicamente alpina. Molte altre specie tipiche di latitudini settentrionali si rinvengono in questi luoghi, a testimonianza di fasi climatiche passate e che oggi concorrono a comporre uno straordinario giardino d’alta quota.

Dopo un ultimo “salto” si raggiunge Punta Sofia, la più settentrionale delle “cime” del Corno alle Scale, contraddistinta dalla caratteristica croce in metallo. Le altre due cime (Corno alle Scale, 1.945 m e Punta Giorgina, 1.927 m) si possono raggiungere in tutta tranquillità procedendo sulla linea del crinale in direzione del Passo dello Strofinatoio.

Su queste praterie, soprattutto durante il disgelo primaverile, si osservano le gallerie scavate dall’Arvicola delle nevi, un piccolo roditore considerato un “relitto glaciale” e distribuito con popolazioni isolate solo sui rilievi più alti dell’Appennino.

Raggiunto il Passo dello Strofinatoio si segue il sentiro CAI 00 in direzione del Lago Scaffaiolo da dove si può ammirare l’intera zona dell’alta Valle del Dardagna che reca tracce inconfondibili di modellamenti causati dall’alternanza di fenomeni di gelo e disgelo. Dal Lago Scaffaiolo, dove si trova il rifugio Duca degli Abruzzi, si scende lungo il percorso CAI 329 che ripercorre quasi interamente la pista forestale a servizio del rifugio stesso, fino a raggiungere la località Le Polle e poi, attraverso un breve tratto di strada asfaltata, il laghetto del Cavone.

La mappa

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