Parco Storico di Monte Sole

Gli itinerari

Poggiolo-San Martino-Caprara-Casaglia-Poggiolo

Partenza: centro visite il Poggiolo
Tempo di percorrenza: 1 ora e 30 (3 ore con visita guidata)
Lunghezza: 5km
Dislivello: 90 m

Il percorso inizia a quota 410 m dal Poggiolo, struttura che è stata inaugurata in occasione del 50° anniversario della strage, dove sono situati il Centro visite del Parco Storico di Monte Sole e l’Aula didattica.
Si percorre lo stradello fino all’innesto con la strada asfaltata, si continua a sinistra e si raggiunge l’incrocio di San Martino, punto di collegamento fra la valle del Reno e la valle del Setta. Proprio all’incrocio sorge la Scuola di Pace (punto 1, quota 423 m), inaugurata nel 1999, che si articola in un osservatorio di ricerca permanente sulle cause dei conflitti e sulle condizioni di pace nel mondo contemporaneo ed in un laboratorio per promuovere e realizzare iniziative di formazione ed educazione alla pace. Inizia qui, segnata da una maestosa roverella, (Quercus pubescens), la stradetta che porta al Cimitero di S. Martino, ove è situato il cippo a ricordo di Don Giovanni Fornasini, uno dei cinque sacerdoti uccisi nell’ eccidio di Monte Sole, il cui corpo fu trovato in questo punto il 21 aprile 1945. Il percorso svolta verso il poggetto su cui sono ancora visibili i ruderi della chiesa e delle case del nucleo di San Martino (punto 2, quota 436 m) sede della Pieve già nel 1612. Dopo la distruzione della guerra, era leggibile soltanto il perimetro della chiesa; oggi, grazie ad un progetto di recupero realizzato dal Parco, è possibile osservare anche una scala in pietra, i muri perimetrali di alcune abitazioni e i resti di una “ghiacciaia”. Il 30 settembre 1944 nella chiesa si radunarono una quarantina di persone; arrivarono le SS tedesche, fecero uscire tutti quanti, quindi li misero davanti alla casa del contadino e li fucilarono. Nella fossa comune di San Martino sono stati rinvenuti i corpi di 37 persone.
Si ritorna al quadrivio di San Martino e si continua per un lungo tratto in salita, direzione NW, verso Casaglia, fino a raggiungere una grande Croce in ferro, posta sul crinale. Si può seguire il sentiero posto sulla sinistra e salire fino alla sommità della collina, notevole punto panoramico, corredato da un sedile in legno (punto 3, quota 475 m) da cui si gode della vista di un arco di orizzonte che abbraccia da SE a NW, e con giornate di buona visibilità consente di vedere anche le cime più alte del gruppo del Monte Cimone. Gli aspetti paesaggistici più evidenti sono, partendo da sinistra, la cima di Monte Venere su cui spicca una grande antenna, (157°N), la forma a cono di Monte Acuto Vallese (170°N), la massa dominante di Monte Salvaro (222°N) che termina più in basso con il rilievo del Monte Sterlese (240°N). Dal versante destro del Salvaro inizia, sul lontano orizzonte, il sistema montuoso che va dal Corno alle Scale fino al Cimone (233°/250°N),
defilato in primo piano dalla formazione rocciosa del Monte Calvenzano (244°N).
Il sentiero ritorna lungo la dorsale fino all’immissione sulla strada per Casaglia (punto 4, quota 473m). In primo piano, in direzione N, spicca la parete a strapiombo del Monte Caprara, su cui si legge con chiara evidenza la successione degli strati rocciosi ad andamento orizzontale. Dietro al profilo affilato di Monte Castellino emerge il versante sinistro del Reno, con la dorsale segnata dai Monti Vignola (300°N), di Medelana e Luminasio (322°N). La strada percorre, fino alle balze del Monte Caprara, la dorsale della cresta fra le Valli dei fiumi Reno e Setta, con ampia visibilità lungo l’asse NW-SE: a sinistra si scorge l’abitato di Sibano in fondovalle, in direzione S si possono osservare i calanchi del Rio Cavallaccio. La strada sale ora ripidamente (16%) per un breve tratto, girando poi in direzione E e proseguendo quasi in piano fino a Caprara (punto 5, quota 505m). A monte della strada si trovano i ruderi di Caprara di Sopra, sede di un antico borgo. A destra, sotto la strada si trova Caprara di Sotto, che fu sede del Comune di Caprara sopra Panico fino al 1882. A Caprara il 29 settembre 1944 vennero uccise 65 persone, in gran parte donne e bambini radunati nella locale osteria e uccise con bombe a mano. La strada percorre ora il versante meridionale di Monte Sole, in leggero pendio, fino alla curva del Rio Rovinacci (punto 6, quota 485m) ed alla controcurva del Poggio (punto 7, quota 496m) e da qui prosegue scendendo fino alla Chiesa di Casaglia (punto 8, quota 485m).
Si ha notizia dell’esistenza della chiesa di Casaglia già nel 1300. Durante la guerra subì notevoli danni ed oggi rimangono la base del campanile, il muro perimetrale, l’abside, l’altare, i resti delle cappelle laterali. Il 29 settembre 1944 nella chiesa si radunarono molti degli abitanti della parrocchia. Arrivarono i tedeschi che uccisero il parroco Don Ubaldo Marchioni sull’altare, ed una signora paralitica. I restanti furono fatti uscire ed ammassati nel vicino cimitero dove vennero trucidati. Nella fossa comune del cimitero sono stati rinvenuti 71 morti (punto 9, quota 490m). Oggi nel Cimitero di Casaglia riposano le salme di Don Giuseppe Dossetti, la cui Comunità si è insediata nel 1984 nel monastero della Piccola Famiglia dell’Annunziata, e di Monsignor Luciano Gherardi, autore del libro “Le querce di Monte Sole”.
E’ questo il termine del percorso.

mappa itinerario S. Martino Caprara Casaglia

La mappa

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