Patrimonio Naturale e culturale

Attraverso attività di ricerca e divulgazione l’Ente promuove e sostiene la conoscenza e il valore del patrimonio ambientale, artistico, storico del proprio territorio.

 

Gli appassionati di storia recente troveranno spunti di riflessione nelle memorie della Seconda Guerra Mondiale del Parco storico di Monte Sole, del Parco del Corno alle Scale e della Riserva del Contrafforte Pliocenico.

Il primo racchiude i ruderi delle tante località coinvolte nell’eccidio del 1944, il campo trincerato tedesco della Seconda Linea Gotica su Monte Caprara, la stele dedicata alla brigata Stella Rossa sulla cima di Monte Sole, il Centro di Documentazione di Marzabotto.

Nel secondo si ricorda il tragico episodio di Cà Berna e lo stallo del fronte nell’inverno 1944-45 sui Monti della Riva; presso Livergnano, nell’area del Contrafforte, molti reperti dell’ultima guerra costituiscono il piccolo museo e centro di documentazione The Winter Line, ospitato in una delle caratteristiche case nella roccia.

Per la storia più antica alcuni luoghi rilevanti sono il ricco e attivo Museo della preistoria Luigi Donini a S. Lazzaro di Savena e l’area archeologica etrusca di Kainua con l’annesso museo nazionale Pompeo Aria a Marzabotto; imperdibile è l’Abbazia di Monteveglio, nell’omonimo piccolo nucleo medievale; di interesse poi le numerose pievi e oratori, tra le quali la pieve romanica di Panico presso Marzabotto e la seicentesca parrocchia di S. Maria a Settefonti presso Ozzano dell'Emilia.

Molto suggestivo il borgo di Chiapporato nel Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone, dal quale ricavare un’idea dello stile di vita della montagna bolognese nei secoli scorsi, da ripercorrere anche tra le sale del museo etnografico Giovanni Carpani di Poggiolforato nel Parco del Corno alle Scale.

Si passeggia invece con il pensiero rivolto alla pittura del maestro bolognese Giorgio Morandi nel parco storico di Monte Sole tra i borghi intorno a Grizzana, che ospita la Casa Museo a lui dedicata. 

 

Il misterioso fascino del sottosuolo si avverte nelle grotte aperte al pubblico del Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa, Spipola e Farneto, oltre che nel piccolo Buco dei Vinchi; tutta l’area è di interesse per gli affioramenti di gesso (doline, candele) e i calanchi, visibili in misura minore anche presso i Parchi di Monteveglio e di Monte Sole; di interesse geologico gli affioramenti di arenaria del Corno alle Scale (le cosiddette “scale”) e quelle del Contrafforte Pliocenico che custodiscono numerosi fossili di molluschi marini a testimonianza dell'ambiente di origine.

 

Dal punto di vista paesaggistico e naturalistico colpiscono le vette e gli ampi panorami del Parco del Corno alle Scale e del Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone e, negli stessi territori, le acque calme dei grandi bacini di Suviana e del Brasimone, del piccolo lago del Cavone o quelle dinamiche delle cascate del Torrente Dardagna e dei numerosi rii dell'alta montagna bolognese. Le stesse cime regalano spettacolari contrasti di colore grazie alla veste autunnale delle foglie di carpini, castagni, aceri e faggi.

 

La ricchezza di ambienti differenti è sinonimo di una molteplicità di specie floristiche e faunistiche, importanti da tutelare per la conservazione della biodiversità; il patrimonio floristico spazia dalle specie mediterranee degli affioramenti gessosi come elicriso, timo (Thymus serpyllum) e assenzio (Artemisia alba) al castagneto secolare in località Poranceto, nei pressi di Camugnano all’interno del Parco dei laghi di Suviana e Brasimone, fino alle prateria d'alta quota del Corno alle Scale con la Primula orecchia d’orso, il Giglio martagone e le specie relitte come il Geranio argentino; tutto intorno il paesaggio si arricchisce in primavera delle delicate fioriture delle orchidee selvatiche (Ophrys holosericea, Anacamptis morio, Ophrys insectifera), che impreziosiscono anche i prati di Monte Sole e Monteveglio.

In questi ambienti trovano rifugio numerose specie faunistiche alcune di interesse comunitario prioritario come la Rosalia alpina (strettamente legata alle faggete), Osmoderma eremita scarabeo che vive nelle cavità di alberi vetusti e il Lupo che sta riappropriandosi delle aree in cui ha rischiato l’estinzione negli anni 70-80; si tratta di specie fondamentali per il ruolo che svolgono nel mantenimento dell’equilibrio degli ecosistemi in cui vivono.

 

Il territorio è attraversato da alcuni tratti dell’Alta Via dei Parchi, da quattro Ciclovie e da tre itinerari faunistici dedicati all’Aquila, al Cervo e al Lupo, presenze caratteristiche di questo tratto di Appennino.