Il sentiero dei Rapaci

 

Segavecchia – Monti Grossi – Passo del Cancellino – Monte Gennaio – Valico Portafranca – Bocca del Lupo – Segavecchia

 

Partenza: Segavecchia
Tempo di percorrenza: 6 ore
Difficoltà: Media
Dislivello: 800m

Lunghezza: 10,5Km

 
Percorribile a piedi
 
Elevato interesse: flora
 
Elevato interesse: paesaggio, panorama
 
Elevato interesse: faunistico
 
Elevato interesse: storico
 
 
 

Dal rifugio Segavecchia si imbocca il percorso CAI 121. Proseguendo il cammino lungo la dorsale dei Monti Grossi, si attraversano i Balzi della Malacarne dove inizia il tratto panoramico del percorso.

L’aquila potrebbe apparire tra le cime di Corno e Nuda o attorno alla vetta del Monte Gennaio. Conviene osservare col binocolo la parete orientale del Corno, il gheppio la frequenta abitualmente alla ricerca d’insetti, micromammiferi e sicuri posatoi. Più raramente vi appare il falco pellegrino.

Al Passo del Cancellino si lascia il percorso CAI 121 per seguire il percorso CAI 00, mitico sentiero di quota che si snoda lungo il crinale tosco-emiliano.

Il Passo è un buon punto per osservare gli uccelli migratori tra marzo e aprile e alla fine dell’estate. Conviene puntare i binocoli verso la Toscana e la Valle del Silla. All’inizio di marzo passano i falchi pecchiaioli, ma è possibile fare interessanti avvistamenti (pellegrini, lodolai, albanelle…) durante tutta la bella stagione.

Il percorso CAI 00 lambisce la cima del Monte Gennaio, nei pressi della Fonte dell’Uccelliera, dove, con un po’ di fortuna, si può avvistare l’aquila che ogni tanto appare sopra la Valle del Silla.

Da qui si prosegue lungo il percorso CAI 5 fino a raggiungere il valico di Portafranca, lungo questo tratto ancora resistono gli antichi cippi confinari tra Stato Pontificio e Granducato di Toscana.

Dal valico di Portafranca si scende lungo il percorso CAI 111 all’interno di un fitto bosco di faggi; presso il valico della Bocca del Lupo il bosco si apre e si imbocca la pista forestale che scende nella testata di valle del torrente Causso e, in poco più di un’ora, si raggiunge nuovamente il rifugio Segavecchia.