Anfibi, rettili e altre presenze

Tra gli anfibi del parco spicca la salamandra pezzata, dalla brillante livrea gialla e nera, una specie rara e localizzata lungo il crinale appenninico che frequenta i boschi di faggio solcati dai limpidi ruscelli montani (dove in estate si sviluppano le sue larve).

Del tutto terricolo è anche il geotritone, privo di polmoni e strettamente legato agli umidi ambienti del suolo, nelle cui cavità depone le uova e trova riparo nei periodi caldi e siccitosi; nel parco è diffuso soprattutto nelle zone boscose caratterizzate da affioramenti rocciosi intensamente stratificati e fessurati. Gli altri urodeli osservabili nel parco sono i tritoni crestato, punteggiato e alpestre, che abitano pozze, abbeveratoi e piccole raccolte d’acqua anche temporanee.

Tra gli anuri sono presenti la rana italica, tipica abitatrice di torrenti e ruscelli appenninici, e la rana agile, che frequenta di preferenza boschi e prati e depone le sue grosse ovature in raccolte d’acqua stagnante, dove vive abitualmente anche la rana verde. Ancora meno dipendenti dall’acqua sono il rospo comune e l’arboricola raganella, diffusi in tutta la fascia collinare e in pianura.

Tra i rettili, amanti in genere degli habitat ben soleggiati, ricchi di vegetazione e poco disturbati dall’uomo, sono presenti tutte le specie tipiche della fascia alto collinare e montana. I sauri più facili da osservare sono lucertola muraiola e ramarro, mentre decisamente più elusivo è l’orbettino.

L’agile e battagliero biacco, dalla colorazione giallo-nera, e la biscia o natrice dal collare sono gli ofidi più frequenti.

Meno facili da scorgere sono il colubro di Esculapio, dalla livrea giallo-olivastra, e la vipera comune; quest’ultima specie, l’unica a rappresentare un pericolo per l’uomo, è ben riconoscibile per le movenze più lente, il corpo breve e tozzo e l’aspetto squadrato del muso.

Tra i pesci la presenza più tipica nei torrenti del parco è la trota fario, un salmonide perfettamente adattato alle fredde e ben ossigenate acque montane, ma soprattutto alle quote più basse sono presenti specie di minori dimensioni come vairone e ghiozzo. Alcuni ruscelli ospitano ancora consistenti popolazioni di gambero di fiume, un crostaceo indicatore di acque incontaminate che negli ultimi decenni è andato via via scomparendo in molti corsi d’acqua appenninici.