Cornelia Paselli

Nel settembre del 1944 aveva 17 anni ed abitava a Gardelletta, nella vallata del Setta, con il padre Virginio, la madre Angelina, la sorella Giuseppina ed i fratelli gemelli Luigi e Maria. Avevano anche un piccolo agnello.

A 16 anni cominciò ad andare a Bologna per imparare il mestiere di sarta, prendeva il treno e l’autobus ed era molto contenta. Nella primavera del 1944 il padre le vietò di andare in città a causa dei bombardamenti.

Tre giorni prima dell’Eccidio la famiglia si trasferì a Cerpiano ritenuto luogo più sicuro. L’agnello venne affidato ad un conoscente. La mattina del 29 settembre, papà Virginio vedendo poderi bruciare e sentendo spari, disse alla famiglia di rifugiarsi nella chiesa di Casaglia, lui si sarebbe nascosto nei boschi. Qui trovarono tante altre persone conosciute e Don Ubaldo Marchioni. Recitarono insieme il rosario ma all’arrivo delle SS , tutti dovettero uscire ed incamminarsi sul sentiero. Arrivati ad un bivio, sopraggiunse un ufficiale tedesco che ordinò di proseguire verso il cimitero. Il cancello venne scardinato , più di novanta persone furono spinte all’interno ed addossate alle pareti della cappella. Cornelia intuì il pericolo, fu spinta verso il muro e poco dopo le mitraglie e le bombe a mano cominciarono a colpire tutto il gruppo , erano più di 90, anziani, donne e bambini. I gemelli Luigi e Maria morirono subito, Giuseppina fu ferita, la madre Angelina colpita alle gambe, chiamava Cornelia, voleva capire se la figlia era ancora viva. Lei rispose, con fatica si liberò dei corpi che la sovrastavano, si avvicinò alla madre ed alla sorella, provò ad aiutarle poi aspettò il momento giusto per scappare a cercare aiuto per loro. Giunta a Cerpiano sentì grida soffocate e lamenti poi vide le SS. Proseguì verso Gardelletta, vide corpi senza vita ed anche la sua pecorella uccisa. In quel momento si disperò, cercò un rifugio, lo trovò ma lì non potevano aiutarla anzi la trattennero, temendo di essere scoperti. Dopo tre giorni un giovane l’accompagnò di nuovo a Cerpiano, qui ritrovò la sorella Giuseppina, la madre era già morta per le ferite. Si nascosero in un altro rifugio, una contadina le aiutò portando loro castagne e poco altro. Intanto il padre che si era nascosto nel bosco, cercava la famiglia, gli dissero che le due figlie erano salve, le trovò ma poi venne preso dai tedeschi. Quel rifugio fu sgombrato e Cornelia con la sorella raggiunse Bologna dove venne ospitata da una famiglia conosciuta. Cornelia cercò il padre in tutti gli ospedali, solo nel gennaio del 1945 seppe che era stato ferito , era ricoverato ma quando lo raggiunse, le dissero che era morto da poco. Cornelia sposerà nel 1948 un reduce della Russia e nel 1949 ebbe la prima figlia. Dopo 12 anni nacque il secondo figlio. Cornelia e il marito faticarono tanto a ritrovare un po’ di serenità, spesso gli incubi ritornavano ma Cornelia è una donna forte e cercherà sempre di reagire.

 

Scheda elaborata da Gloriana Roveri - guida volontaria del Parco storico di Monte Sole-Ente Parchi Emilia-Orientale

Fonti

Intervista a Cornelia Paselli di Gloriana Roveri e Mariangela Masotti, 19/03/2012
Jack Olsen, Silenzio su Monte Sole. La prima cronaca completa della strage di Marzabotto, Milano, Garzanti, 1970;

Luciano Gherardi, Le querce di Monte Sole, Bologna, Il Mulino 1994; nuova edizione Bologna, Centro Editoriale Dehoniano, 2014;
Luciano Gherardi, Le querce di Monte Sole. Vita e morte delle comunità martiri fra Setta e Reno 1898-1944, Introduzione di Giuseppe Dossetti, Bologna, Società editrice Il Mulino, 1994;
Luca Baldissara, Paolo Pezzino, Il massacro. Guerra ai civili a Monte Sole, Bologna, Il Mulino, 2009;
Renato Giorgi, Marzabotto parla, Bologna, Centro Grafico «La Squilla» 1978, Quindicesima edizione Modena, Franco Cosimo Panini Editore, 2007.