La famiglia Fabris

Il padre FEDERICO, la moglie ANNA FRABBONI entrambi di 40 anni, i figli ALFREDO di 6 anni e GIOVANNA di 9 anni. 

Era una famiglia benestante, proprietaria di terreni nel territorio di Monte Sole. Nei giorni dell’eccidio si trovava a Cerpiano, dove era sfollata per sfuggire ai bombardamenti.

La mattina del 29 settembre 1944, tutta la famiglia fu costretta dalle SS ad entrare nell’Oratorio dell’Angelo Custode insieme ad un folto gruppo di persone costituito da tanti bambini della scuola di Cerpiano con diverse mamme che li avevano raggiunti e le loro maestre; tra queste ultime la suora Orsolina Antonietta Benni.

Federico tentò di dire alle SS che non era povero, che era fascista, che li avrebbe ricompensati se lo avessero lasciato libero ma a nulla valsero le sue suppliche.

Poco dopo le bombe lanciate dalle finestre esplosero provocando morti e feriti nel gruppo.

Suor Antonietta Benni, quasi illesa, aprì gli occhi e si trovò sotto un mucchio di esseri umani.

Intorno a lei gemiti, pianti, grida isteriche. Si finse morta...
Più tardi sentì che i nazisti se ne andavano lasciando solo una sentinella sulla soglia dell’Oratorio.

I lamenti pian piano si affievolirono; si udiva suonare un armonium e si sentivano le voci roche dei militari che cantavano in coro.

Poi dal centro della cappella la suora sentì delle disperate invocazioni di aiuto: era Anna Fabris, ferita e schiacciata dal corpo del marito.
Anna chiese aiuto anche a Ines Barbieri, una giovane donna che era lì vicino e che Anna conosceva perché lavorava la terra dei Fabris.

Ma Ines non poteva aiutarla: le esplosioni l’avevano resa cieca ed aveva il suo bambino tra le braccia.
Anna Fabris allora cominciò a gridare e i suoi strilli diventarono sempre più "selvaggi" benché suor Antonietta cercasse di calmarla.

Si spalancò la porta dell’Oratorio e sulla soglia apparve la sagoma di un militare senza berretto e con le maniche rimboccate. Gridò qualcosa di incomprensibile ma, dato che gli strilli continuavano, si fece strada tra i corpi fino alla donna.

Si udì un solo sparo e le grida cessarono.

I resti di Federico, Anna, Alfredo e Giovanna Fabris sono custoditi nel Sacrario di Marzabotto.

Scheda elaborata da Gloriana Roveri e Maurizia Nannetti, guide volontarie del Parco Storico di Monte Sole-Ente Parchi Emilia Orientale

Fonti

 

Jack Olsen, Silenzio su Monte Sole. La prima cronaca completa della strage di Marzabotto, Milano, Garzanti, 1970;

Relazione di Antonietta Benni educatrice orsolina al Cardinale Nasalli Rocca, autunno 1945;

Sito: www.storiaememoriadibologna.it