Riserva Naturale Contrafforte Pliocenico

punti di interesse

Badolo

Badolo (un tempo Badalo) è oggi un insieme di poche abitazioni sparse ai piedi della Rocca di Badolo (476 m), uno dei principali e più noti rilievi del Contrafforte Pliocenico, che è stata ed è tuttora una tradizionale palestra di arrampicata sportiva per gli appassionati bolognesi, grazie alla parete del versante nord, che sviluppa pressoché verticale per più dioltre 100 metri. Nei pressi della cima, in un ripostiglio scavato nella roccia, furono rinvenute nel 1881 una quarantina di asce dell’età del Bronzo. La rocca, ricordata nel nome del rilievo, è citata tra i beni di Bologna in un documento del 1164 e fu in seguito proprietà della Mensa Vescovile e dei signori di Loiano, Monzuno e Panico. Venne quasi certamente smantellata, come altri castelli, a metà del ‘300, quando il territorio entrò definitivamente nell’orbita del comune bolognese. La chiesa di San Michele Arcangelo a Badolo e l’oratorio della Madonna della Rocca, raggiungibile con un suggestivo sentiero, hanno sostituito nel dopoguerra i due precedenti edifici religiosi distrutti dai bombardamenti.

Battedizzo

Alla base della ripida parete sud-occidentale di Monte Mario (466 m) spiccano le chiome a ombrello dei pini domestici del: la “pineta di Battedizzo”. Questa, per quanto impiantata verso la fine del ‘700 da un possidente locale per la produzione di pinoli, è una vistosa conferma dei caratteri mediterranei del microclima che caratterizza l’area del Contrafforte Pliocenico.

A Battedizzo, nel secolo XII, è documentata la presenza di un castello, che appartenne per un periodo anche ai conti di Panico. Il castello fu probabilmente smantellato nel ‘300 come quello di Badolo e i suoi resti furono distrutti da una frana nel 1775. Sempre nel ‘300 è documentata una chiesa, dedicata a San Martino come quella tuttora presente, che era tra le dipendenze della Pieve del Pino.

Brento

L’insediamento di Brento, di origine romana e probabilmente anche più antica, è situato tra le valli di Setta e Savena lungo l’antica via che collegava Bologna con la Toscana. Nel VI secolo il panoramico pianoro di Monte Castellazzo ospitò un fortilizio bizantino (kàstron Brinton) al tempo delle lotte con i Longobardi. Solo nel XII secolo il castello, appartenuto a vari proprietari, passò al Comune di Bologna per poi cadere in rovina (è ancora visibile un rudere dell’edificio). Alla base del monte verso il Savena, nascosti nel bosco, si trovano i pochi resti dell’antica chiesa di Sant’Ansano, bombardata nel 1944. La nuova chiesa del paese, semidistrutto durante la seconda guerra mondiale e ricostruito nel dopoguerra, venne eretta nel 1959 da padre Olinto Marella insieme alla vicina Casa del Pellegrino.

Livergnano

È un antico borgo, documentato dal 1209, sorto lungo la strada della Futa. Le sue singolari case addossate alla roccia, per il loro carattere parzialmente “rupestre” e le vivaci colorazioni, sono un esempio di edilizia spontanea pressoché unico nell’Appennino bolognese. Sono probabilmente il frutto di ampliamenti di cavità già esistenti, come suggeriscono i ritrovamenti di foglie fossili, oggetti e selci, anche se furono sicuramente modificate, in epoca napoleonica, durante i lavori di rettifica del tracciato della strada. Le facciate e le altre parti in muratura delle case, distrutte dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, sono state quasi tutte ricostruite. Dal pianoro della chiesa, anch’essa distrutta e ricostruita, si domina un’ampia porzione della collina bolognese.

Bortignano

Gli edifici del nucleo rurale di Bortignano, a breve distanza da Livergnano e Gorgognano, vennero definitivamente trasformati in abitazione colonica e fienile verso la fine dell’Ottocento, ma sono testimoni di una storia più antica. Nelle architetture, infatti, sono ancora parzialmente riconoscibili la chiesa e il convento di S. Maria di Bortignano. La chiesa, un tempo appartenente alla pieve di Gorgognano, a metà del ‘400 fu affidata ai Carmelitani di S. Martino di Bologna e alla fine del ‘500 divenne una frequentata parrocchiale, sino alla soppressione degli ordini religiosa di epoca napoleonica.