Un importante studio botanico dedicato al Dente di cane (Erythronium dens-canis L, Liliaceae) è da poco stato pubblicato su Italian Botanist 4: 1-14 (2017). Il lavoro è dei botanici Paolo Pupillo e Giovanni Astuti ed è dedicato ad alcune popolazioni di questa specie presenti nel Parco regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa, in località Farneto di San Lazzaro di Savena.

Erythronium_dens-canis_1797-1Il Dente di cane (Erythronium dens-canis L), detto anche Eritronio, è una pianta erbacea bulbosa appartenente alla famiglia delle Liliaceae che si rinviene nel sottobosco, sia in ambito collinare che montano. Il nome fa riferimento alla forma appuntita del bulbo che può ricordare, anche per il colore, un dente canino.

Essendo pianta rara, localizzata e potenzialmente soggetta alla raccolta per fini ornamentali, è protetta dalla Regione Emilia-Romagna già dal 1977; nel Parco poi la tutela è rafforzata da norme più restrittive.

Da anni il gruppo di ricercatori si interessa ad alcune popolazione di Dente di cane del Parco, analizzandone l’evoluzione e l’ecologia della specie nel contesto locale. Recente la pubblicazione di questo nuovo lavoro sul tema di cui ci fa piacere dare conto .

L’interesse principale dell’articolo, che descrive la struttura di popolazione della specie nelle località di studio, analizzando le forme e i pattern fogliari nelle piante adulte e giovanili, nonché accennando ad alcune problematiche di conservazione (effetti del clima, della presenza di erbivori e consumatori).

Un altro motivo di interesse è legato alla presenza nell’area di studio di una variante rara del Dente di cane, definita green-mottled per le foglie completamente verdi ma col normale pattern rosso-bruno; tale variante rappresenta circa il 3% degli esemplari; numerose piante (ca. 25%) sono intermedie fra questa forma e la comune forma “grigia” (silvery), predominante qui, come ovunque in Italia settentrionale e in Europa.

Seguire l’evoluzione di questa e di altre specie è molto importante per un’Area protetta che deve conoscere il proprio patrimonio naturale e le dinamiche in atto. Il Dente di cane, apparentemente una piccola seppur bellissima pianta dal caratteristico fiore, fa parte di un complesso sistema di relazioni tra specie animali e vegetali dei nostri boschi che devono essere ancora studiati e compresi meglio; tali relazioni partecipano evidentemente ai complessi servizi ecosistemici da cui dipende anche l’uomo, spesso inconsapevole di fare parte – volente o nolente – della biosfera e dei suoi meravigliosi cicli.

 

 


Nota sugli autori
Paolo Pupillo, è Professore emerito di botanica dell’Università di Bologna e Presidente dell’Unione Bolognese Naturalisti
Giovanni Astuti è ricercatore di botanica sistematica all’Università di Pisa.
Il lavoro fa seguito ad altri due articoli sulla stessa specie pubblicati in precedenza: La Rocca N, Pupillo P, Puppi G, Rascio N 2014, Plant Physiology and Biochemistry 74: 108–117; Pupillo & Marconi 2016, Natura e Montagna 62: 16-22.