IL DIARIO DEI PARCHI

Avventure dietro l’angolo di una fotografa naturalista

Salamandra salamandra

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Schiva e discreta, non è facile vederla, vive prevalentemente di notte in ambienti umidi. La sua presenza indica un ambiente di qualità, acque prive di inquinamento e ricche di larve e piccoli crostacei di cui le sue larve di nutriranno. Viene chiamata anche “pezzata” per la vivace colorazione che serve a dire a tutti “non mangiatemi che sono velenosa”.

Fiori d’autunno

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Il Colchico d’autunno (colchico autumnale) spicca nel sottobosco con il suo colore vivace e rimane fiorito fino ad ottobre. Nonostante l’aspetto grazioso e innocuo, è una pianta ricca di composti attivi (attenzione perché è tossica dato che contiene alcaloidi potenti) e utilizzata per scopi medicinali fin dalla notte dei tempi…

Il volo dell’imperatore

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Non è simpatico a molti, però a me piace. Questo è un corvo imperiale (corvus corax), da non confondere con la più comune cornacchia (corvus corone), è schivo e maestoso, intelligente, non si avvista così facilmente. È un volatile fiero… e poi mi ricorda la mia infanzia e le montagne del Bieszczadzki Park Narodowy in Polonia.

Il cerchio della vita

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Quando negli escrementi di lupo trovi il pelo del cinghiale capisci che il ciclo naturale delle cose va ricostituendosi. Serve varietà, serve equilibrio, una combinazione possibile ormai solo nelle aree protette.

La volpe astuta

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Ho colto al volo il profilo di una volpe che si stagliava nera contro il cielo, e nelle orecchie mi suonavano le note de “La Piccola Volpe Astuta” di Leoš Janáček. Momenti così…

Famoso per il ciuffo

dia_svasso_maggiore

Questo qui è un bel soggetto… lo Svasso Maggiore (Podiceps cristatus), nella stagione degli amori e quando è in pericolo sfodera un ciuffo poderoso. Ha un piumaggio interessante, tanto da fargli rischiare l’estinzione quando è stato preso di mira nell’800 da creativi produttori di abiti e cappelli. Fa un nido galleggiante ed è un grande pescatore…

Il diario fotografico di

Daria Victorini

Sono scappata dagli studi di posa, da un mondo del quale non facevo più parte e ora mi aggiro tra i boschi e il cielo.

Non c’è dubbio, è qui che devo stare è a questa dimensione a cui appartengo. Magari sarà solo una fase della mia vita, magari sarà per sempre, ma ora voglio raccontare quanto sia ricco, meraviglioso, complesso e fragile quello che è rimasto della natura.

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