IL DIARIO DEI PARCHI

Avventure dietro l’angolo di una fotografa naturalista

Cascate del Dardagna

Il torrente Dardagna nel suo viaggio verso valle, forma numerose cascate che tra loro competono per bellezza. Questa in particolare mi fa pensare ad un velo da sposa, adagiato sulle rocce

Dardagna

Uno scatto non potrà mai riuscire a trasmettere la bellezza di questo magico luogo, anche quando a causa dei cambiamenti climatici appare con poca acqua. L’autunno resta comunque uno dei periodi migliori per godere di questa meraviglia.

Parco Regionale del Corno alle Scale – Cascate del Dardagna

Autunno

Le giornate sono diventate più corte e si iniziano a notare  i primi colori tipicamente autunnali. In basso si vede la valle del torrente Brasimone e Barbamozza.

Parco regionale dei laghi di Suviana e Brasimone

Re della foresta

Un imponente cervo cervo si mimetizza nella vegetazione.

Parco regionale storico di Monte Sole

Mantide religiosa

Mantide ( Mantis religiosa )  in attesa di una preda.

Mazza di tamburo

La mazza di tamburo (Macrolepiota procera) è un fungo commestibile ma  tossico da crudo o mal cotto. Prima di mangiare funghi spontanei è   meglio sentire il parere di un esperto.

La signora ” Cervo”

La femmina del cervo (Cervus elaphus ) si chiama semplicemente cerva. Le femmine possono pesare da 90 kg a 130 kg.

Parco regionale storico di Monte Sole

L’ultima orchidea dell’anno

Spiranthes spiralis detta anche treccia di dama o viticcini autunnali è l’ultima orchidea della stagione.

Parco regionale storico di Monte Sole

Bramito

I cervi adulti affrontano come ogni anno in questo periodo la stagione dell’amore, in questi giorni sono irrequieti ed irascibili, impegnati a conquistare le femmine

Parco regionale dei laghi di Suviana e Brasimone

Galle della Quercia

Molti di voi sicuramente si sono chiesti cosa siano quelle strane escrescenze attaccate alle foglie o sui rami delle querce, ebbene si tratta di galle causate da insetti. Le galle hanno la funzione di proteggere le larve degli insetti in via di sviluppo e la nutrono fino alla sua trasformazione.

Il diario fotografico di

Daria Victorini

Sono scappata dagli studi di posa, da un mondo del quale non facevo più parte e ora mi aggiro tra i boschi e il cielo.

Non c’è dubbio, è qui che devo stare è a questa dimensione a cui appartengo. Magari sarà solo una fase della mia vita, magari sarà per sempre, ma ora voglio raccontare quanto sia ricco, meraviglioso, complesso e fragile quello che è rimasto della natura.

Il video

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