IL DIARIO DEI PARCHI

Avventure dietro l’angolo di una fotografa naturalista

Le ali di icaro

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A volte le cose che vedi qua fuori sono semplicemente perfette. Se poi pensate che la larva di questa farfalla (Polyommatus Icarus) viene spesso accudita dalle formiche, c’è davvero tanto di cui stupirsi.

Vita sull’acqua

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Gretta gazzetta, bianche, eleganti, sempre indaffarate… sono facili da vedere lungo i corsi dei nostri fiumi, è parente degli altri aironi e spesso si trova in compagnia. Mi trasmette pace e armonia, anche nel suo modo di volare…

Il cucciolo di lupo

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E con un pizzico di fortuna e un po’ di fiuto, ecco un lupetto pronto per mille avventure. La mamma è certamente qui attorno, quindi mi allontano subito per non disturbare, sono animali schivi. Vediamo se trovo un punto di osservazione per seguirli nelle prossime settimane…

Fuga notturna

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Una fuga esplode nel silenzio e mi batte il cuore forse più che al capriolo che scappa…

Una tigre a 8 zampe

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Una femmina di ragno vespa (Argiope bruennichi) detto anche ragno tigre. Nonostante l’aspetto non è aggressivo ne pericoloso in caso di morso. Fa parte invece di quegli insetti la cui femmina tende a uccidere il maschio, molto più piccolo di lei, dopo l’accoppiamento.

Mamma daino

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Mamma daino e il suo piccolo sorpresi dalla mia fototrappola, in realtà la foto è di luglio, ma così non vi viene voglia di andarli a disturbare…

Incontri ravvicinati: la libellula

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Loro ci vedono così

dia_Suviana_Notte

Visto dal bosco, un’insediamento umano, mettetevi nei panni di un’animale selvatico e provate a pensare cosa immaginano di noi.

E poi c’è la notte

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Sono i momenti di passaggio quelli in si coglie meglio la potenza della natura…

Ssssserpenti

dia_serpente

E se per caso vi chiedevate di cosa si nutre un rapace grande come il biancone… ecco qui una biscia dal collare (natrix natrix), non vi preoccupate, non è velenosa e a sua volta si nutre prevalentemente di rane o, qualche volta, piccoli mammiferi. Le macchie nere dietro la testa sono appunto il collareche ispira il suo nome…

Il diario fotografico di

Daria Victorini

Sono scappata dagli studi di posa, da un mondo del quale non facevo più parte e ora mi aggiro tra i boschi e il cielo.

Non c’è dubbio, è qui che devo stare è a questa dimensione a cui appartengo. Magari sarà solo una fase della mia vita, magari sarà per sempre, ma ora voglio raccontare quanto sia ricco, meraviglioso, complesso e fragile quello che è rimasto della natura.

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