IL DIARIO DEI PARCHI

Avventure dietro l’angolo di una fotografa naturalista

Un’altro inverno

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L’inverno sarà lungo amica mia, la stagione più dura e probabilmente hai anche un cucciolo nella pancia che cresce… buona fortuna.

Piccole cose

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La vita non si ferma mai nel bosco, c’è sempre qualcosa che cresce, cambia, si trasforma… in ogni momento, in ogni stagione.

Autunno

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Sì, direi proprio che ora ci siamo…

L’airone cenerino

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C’è stato qualche spiraglio di sole e sono andata a cercarlo, (Ardea cinerea) uno dei volatili più grandi in circolazione da queste parti. Può raggiungere quasi il metro d’altezza e un metro e settanta di apertura alare. Se state attenti li potete vedere volare maestosi, spesso in coppia, sono facili da riconoscere…

Chloris chloris

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Il verdone comune (chloris chloris), un uccellino molto diffuso in Italia. In questa stagiona si prepara per l’inverno, mangia principalmente semi, ma anche qualche verme e insetto quando capita.

Il fungo solitario…

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Vediamo se qualcuno indovina che fungo è questo… PS: si tratta del Marasmius alliaceus e, come è facilmente intuibile dal nome, la sua caratteristica è l’odore di aglio che emana… è commestibile.

Fusone in fuga…

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Un giovane cervo in fuga da chissà cosa, velocissimo, eppure, se guardate l’occhio, probabilmente si è accorto di me…

Stop

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E poi la nebbia avvolge tutto, e tutto sembra fermarsi… e c’è silenzio e umido sulla pelle. Puoi sederti lì e guardare il bosco… e basta.

Tesori senza prezzo

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A volte non ci rendiamo conto delle cose indicibilmente preziose di cui siamo custodi. Questo è un geotritone (speleomantes italicus) e a parte il musetto, che trovo dolcissimo, è un anfibio che vive solo in Italia, con qualche esemplare nei Pirenei francesi. Si aggira nelle grotte, esce solo con la pioggia (infatti sono fradicia e infreddolita), respira attraverso la pelle. È una specie vulnerabile e a rischio di estinzione. Mai, mai, mai toccarlo, ha una pelle sensibilissima…

Il diario fotografico di

Daria Victorini

Sono scappata dagli studi di posa, da un mondo del quale non facevo più parte e ora mi aggiro tra i boschi e il cielo.

Non c’è dubbio, è qui che devo stare è a questa dimensione a cui appartengo. Magari sarà solo una fase della mia vita, magari sarà per sempre, ma ora voglio raccontare quanto sia ricco, meraviglioso, complesso e fragile quello che è rimasto della natura.

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