IL DIARIO DEI PARCHI

Avventure dietro l’angolo di una fotografa naturalista

Gruccioni accaldati… e bellissimi

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Hanno messo a dura prova la mia resistenza, ma non è una meravigliosa colonia di gruccioni (Merops apiaster Linnaeus)? Anche loro soffrono queste temperature anomale, però qualche bello scatto me lo hanno lasciato fare…

Pensate al fresco

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Sono a fare foto un po’ speciali e fa un gran caldo. È il caldo nuovo, quello del clima che stiamo cambiando… e allora mi è venuta in mente questa cascatella e il fresco che faceva lì vicino, penso che magari possa rinfrescare un po’ anche voi…

Piccoli affamati

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Ve li ricordate i piccoli tirabusini? Sono tornata a trovarli, guardate come sono cresciuti bene e quanto è premuroso questo papà che si cava il pesce di bocca per nutrirli.

I calanchi

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E da uno sbuffo di ginestre spuntano all’improvviso i calanchi, il confine tra la terra brulicante di vita e il continuo mutare del paesaggio, come le dune nel deserto, come le onde nel mare…

Siamo piccoli

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E poi diventa tutto buio, e poi il cielo ti ricorda quanto sei piccola… da brividi e incredibilmente maestoso.

Sul sentiero dei troll

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Avete presente i troll di Frozen? Ecco, oltre che in un film della Disney li potete trovare arrampicandovi verso il Corno alle Scale sul sentiero 121, fate piano che dormono…

I prati e le orchidee

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Lo sapevate che qui fuori è pieno di orchidee? Le avete mai notate? Se ti prendi il tempo di osservare, il mondo ti sorprende sempre…

Mamma in allerta

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Anche in un parco naturale fare la mamma significa tenere occhi aperti e orecchie tese… e il piccolo cervo sembra proprio Bamby

Spuntino serale

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A sera i cervi spuntano nei prati per mangiare, sono lontana ma mi hanno vista, intanto il sole tinge tutto di giallo e si prepara a sparire…

Le “fabbriche” dell’acqua

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Vorrei che sentiste il rumore, e l’umidità sulla pelle, il fresco e l’odore di muschio… ma una foto non basta, ovviamente.

Il diario fotografico di

Daria Victorini

Sono scappata dagli studi di posa, da un mondo del quale non facevo più parte e ora mi aggiro tra i boschi e il cielo.

Non c’è dubbio, è qui che devo stare è a questa dimensione a cui appartengo. Magari sarà solo una fase della mia vita, magari sarà per sempre, ma ora voglio raccontare quanto sia ricco, meraviglioso, complesso e fragile quello che è rimasto della natura.

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