PARCO DELL’ABBAZIA

gli itinerari

Sentiero Natura A

L’Africa e i vecchi coltivi

Partenza: Cimitero Monteveglio alto
Tempo di percorrenza: 60′
Difficoltà: Media
Dislivello: 80 m
Periodo consigliato: da marzo a ottobre

Il Sentiero Natura “L’Africa e i vecchi coltivi” è il principale e più frequentato percorso del parco. Il punto di partenza si trova a breve distanza dalla porta di ingresso al castello, in prossimità della conclusione del percorso pedonale che dal Centro Parco San Teodoro conduce allo storico insediamento sulla sommità del colle di Monteveglio. La piacevole escursione, che richiede un’ora circa, è un approccio ideale al territorio dell’area protetta e offre un’ampia panoramica sui paesaggi, gli ambienti e le testimonianze storiche del luogo.

Il sentiero è interamente tabellato ed i suoi punti salienti sono sottolineati dalla presenza di cartelli segnaletici dedicati alle stazioni di maggiore interesse. Il tracciato, che presenta un modesto dislivello, si sviluppa in prevalenza su sentieri in terra battuta e può in qualche breve tratto risultare fangoso dopo le piogge. Uno degli elementi dominanti è il confronto tra le rocce argillose, con i loro aspri e tormentati paesaggi calanchivi, e le più stabili rocce marnose e calcarenitiche che si innalzano a formare i maggiori rilievi del parco. Per la scarsa resistenza all’erosione e l’elevata franosità che le contraddistingue, la presenza delle Argille Scagliose è da sempre sinonimo di versanti instabili e rivestiti da una copertura vegetale molto discontinua.

Nel tratto iniziale il sentiero costeggia le ripide scarpate del colle della Cucherla per poi scendere nell’ampio bacino calanchivo dal quale ha origine il Rio Ramato. Al termine di questa dorsale si intravede, seminascosto tra ailanti e robinie, il rudere di un edificio colonico dei primi decenni del ‘900, che è indicato sulle carte come Africa, probabilmente a testimonianza dell’estrema aridità del luogo. Intorno al rudere, tra gli arbusti spontanei, si riconoscono ancora vecchi alberi da frutto legati alla passata attività agricola di tale podere.

Lasciata la località Africa, il percorso segue per un breve tratto la valletta di un affluente del Rio Ramato per poi inoltrarsi in un lembo di bosco tipicamente collinare, il cui sottobosco custodisce preziose fioriture di orchidee e specie erbacee rare e protette. All’uscita dal bosco si apre il paesaggio dei “vecchi coltivi”, terreni che sino a qualche decennio fa erano coltivati o adibiti al pascolo e tuttora conservano assetti ed elementi che richiamano il paesaggio agricolo tradizionale. All’interno dell’area si trova anche un piccolo stagno artificiale, in qualche misura assimilabile alle vecchie raccolte d’acqua che servivano per abbeverare il bestiame e che ancora si incontrano nel Parco con funzioni prevalentemente irrigue. Questo, realizzato negli anni ’90 a servizio dell’attività di educazione ambientale, offre la possibilità di osservare varie specie vegetali e animali tipiche degli ambienti umidi.

Dall’area dei vecchi coltivi il sentiero risale costeggiando altri campi abbandonati e in parte già riconquistati dalla vegetazione spontanea sino a un ultimo settore nel quale si osserva la tipica sistemazione a cavalcapoggio dei terreni in pendio, con fossi e filari disposti perpendicolarmente alla linea di massima pendenza per ostacolare il deflusso delle acque.

La mappa

 i_florealei_paesaggisticoi_storico