PARCO STORICO DI MONTE SOLE

l’area protetta

Il territorio

Il Parco Storico di Monte Sole ricopre quasi interamente l’area coinvolta nell’eccidio di Monte Sole del 1944, quando la violenza nazifascista portò in queste terre la morte per centinaia di inermi civili, anziani, donne e bambini.
Proprio per mantenere viva la memoria di questa storia drammatica, delle vicende della Brigata Partigiana Stella Rossa, delle distruzioni apportate dalla guerra, nel 1989, con la L.R. 19, è stato istituita questa Area Protetta, il cui principale obiettivo, oltre alla tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, è la diffusione di una cultura di pace rivolta soprattutto alle giovani generazioni.
Il Parco copre un’area di circa 6.300 ettari compresa nel territorio dei Comuni di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi.

 

Geomorfologia

Lungo gli imponenti rilievi del parco, dove la folta copertura boschiva é interrotta, nei tratti piú ripidi, da rari affioramenti rocciosi, risaltano rocce di colore chiaro che osservate da vicino mostrano la struttura granulare tipica delle arenarie. Questi suggestivi scenari si alternano a dolci selle a tratti coltivate e a desertici versanti calanchivi, morfologie che evidenziano la presenza di rocce piú erodibili quali argille e marne. Queste rocce sedimentarie appartengono a una successione stratigrafica che affiora estesamente lungo la collina e la media montagna dell’Appennino emiliano. La loro storia ha inizio nell’Eocene medio (circa 40 milioni di anni fa) in bacini marini profondi impostati al di sopra dell’embrionale corrugamento appenninico, sopra una coltre di rocce piú antiche già deformate, dette Unità Liguri (o Liguridi) poiché si erano originate nell’antico oceano chiamato Ligure, dalla cui chiusura é sorto l’Appennino. Orogenesi e sedimentazione procedettero assieme per molti milioni di anni: sotto la spinta delle forti compressioni orogenetiche, la coltre ligure e i sedimenti dei bacini sovrastanti subirono una traslazione di alcune decine di chilometri, muovendosi da sud-ovest verso nord-est. In conseguenza di questo movimento, i bacini posti sopra alla coltre mutarono di profondità ed estensione. La profondità inizialmente elevata determinó la sedimentazione di argille associate a sabbie torbiditiche. In seguito, in relazione ai progressivi sollevamenti della catena, la profondità diminuí e si depositarono sabbie di mare basso. In base a differenze litologiche e strutturali, la successione viene suddivisa in diverse formazioni geologiche, chiamate epiliguri (che stanno sopra le Unità Liguri), che nel parco, in lembi piú e meno estesi, sono tutte rappresentate.

Storia

La Storia rappresenta per il Parco un elemento profondamente caratterizzante. Molte, interessanti e, nel caso dell’Eccidio e della Seconda Guerra Mondiale, sconvolgenti sono le tracce delle vicende umane nel territorio di Monte Sole.

Flora e vegetazione

Da una recente indagine risulta che nel Parco sono presenti 936 specie floristiche. Considerato che la flora regionale conta circa 2700 specie, 1/3 della diversità floristica dell’Emilia Romagna è presente nel Parco. La composizione della copertura vegetale dell’area risente in primo luogo della collocazione geografica del territorio del Parco.
Esso, infatti, si situa ai limiti della zona climatica mediterranea, mentre risente ancora delle influenze continentali proprie dell’Emilia centrale.

Queste due situazioni, così diverse fra loro, sono all’origine della compresenza all’interno del comprensorio del Leccio (stenomediterranea) qui nei suoi popolamenti più occidentali della regione, e del Pino silvestre (eurasiatica), che a Monte Termine vede l’estremo meridionale del suo areale naturale di diffusione.
La morfologia del territorio aggiunge motivi di variabilità alla componente floristica: i ripidi versanti, con esposizioni diverse, ospitano un ricco corteggio rupestre che varia a seconda della composizione del substrato roccioso ( da arenaceo a marnoso e argilloso); le profonde incisioni (forre) ospitano specie microterme e i dolci pendii prati e cespuglieti con specie adattate a temperature miti.

Inoltre l’estensione altitudinale crea i presupposti per la presenza del Faggio (Fagus sylvatica) nei versanti settentrionali dei punti maggiormente elevati, specie solitamente vegetante ad altitudini maggiori.
In generale i versanti settentrionali sono coperti da boschi dominati da Carpino Nero, mentre quelli meridionali sostengono boschi di Roverella. Ben rappresentati, soprattutto sui suoli acidi della parte meridionale del Parco, i boschi di Castagno, un tempo estesamente utilizzati per la produzione di frutti destinati alla molitura.

Il castagneto riporta l’argomento alla influenza dell’antropizzazione del territorio sulla sua composizione floristica. In realtà, a Monte Sole, è più corretto parlare di deantropizzazione. Infatti, qui, la secolare (millenaria se si considerano gli insediamenti etruschi di Misa) presenza dell’uomo e delle sue attività risulta bruscamente interrotta in corrispondenza degli eventi tragici dei quali il Parco è chiamato, dalla stessa legge istitutiva, a trasmettere la memoria. L’evoluzione dell’impatto dell’uomo risulta così arrestata alla vigilia delle ultime grandi ristrutturazioni/rivoluzioni agronomiche, in un periodo, cioè, in cui le attività economiche legate all’uso delle risorse naturali, risultavano ancora largamente “sostenibili” dall’ambiente in cui si inserivano.

La fine della presenza delle attività umane a Monte Sole ha provocato l’instaurarsi di processi di rinaturalizzazione che, all’interno del Parco, si presentano particolarmente estesi. Anche dove l’uomo a continuato a lavorare la terra a ad allevare bestiame, però, la presenza di ampie aree di rifugio e irraggiamento per le specie non agronomicamente interessanti (o ritenute infestanti) ha fatto si che Monte Sole presenti ancora numerose fioriture di piante come il Fiordaliso (Centaurea cyanus) o la Speronella (Consolida spp) che, a causa dell’uso di diserbanti, altrove sono divenute di difficile osservazione.

Fauna

Il territorio del Parco, formato da un fitto mosaico di habitat costituisce l’ambiente ideale per una grande varietà di specie animali. Oltre alle specie più comuni, la fauna del parco è arricchita da popolazioni di indubbio interesse.

Gli ungulati hanno ricolonizzato il territorio da pochi decenni, in particolare si trovano nel Parco una popolazione ben strutturata di Cervo e nuclei di Capriolo che non riescono ad espandersi, pur essendo l’assetto ambientale dell’area sicuramente adatto alla diffusione della specie. Sono inoltre presenti il Daino e il Cinghiale.

Il primo è da considerarsi alloctono perché introdotto in epoca romana, il secondo è stato immesso recentemente a scopi venatori, a volte anche illegalmente, utilizzando sottospecie del nord est Europa.

Nei boschi trovano rifugio il Ghiro e lo Scoiattolo il quale, nutrendosi di semi d’alberi ne facilita la disseminazione a causa dell’abitudine di seppellire il cibo in eccesso. Il Moscardino, può essere incontrato anche fuori dall’ambiente forestale essendo legato agli arbusti e al sottobosco.
La composizione specifica dell’avifauna del parco è senza dubbio ricca, contando oltre 60 specie di uccelli.
Nelle pareti rocciose e nei fitti boschi nidificano varie specie di rapaci diurni e notturni. Importante è la presenza dell’Albanella minore, il cui habitat è costituito da praterie o seminativi dove nidifica e cattura le sue prede, e del Falco pecchiaiolo, che nidifica sugli alberi e si nutre di insetti, lucertole e piccoli mammiferi.

Nei cespuglieti, formatisi nei coltivi abbandonati, trovano rifugio l’Averla Piccola il Luì Bianco, la Sterpazzola e la Sterpazzolina, nei boschi maturi della zona di Monte Salvaro il Picchio Verde, il Picchio Muratore e il Rampichino, negli ambienti fluviali il Martin pescatore e il Corriere Piccolo.
Di un certo rilievo è la presenza del Succiacapre che, molto difficile da vedere per la sua grande capacità di mimetizzarsi, si nutre catturando insetti in volo durante il crepuscolo o la notte. Il Succiacapre è legato alla presenza di boschi, in particolare predilige quelli radi, soleggiati e asciutti.

Carta d’identità

Superficie a terra (ha): 6.300,00
Regioni: Emilia Romagna
Province: Bologna
Comuni: Grizzana Morandi, Marzabotto, Monzuno
Provv.ti istitutivi: LR 19 27/05/1989
Elenco Ufficiale AP: EUAP0184
Ente Gestore: Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità – Emilia Orientale
Piano territoriale del Parco

Mappa