Alle pendici settentrionali del Monte Termine, in una suggestiva plaga calanchiva, e lungo i versanti del Rio Cà di Dorino, affiorano argille marnose e marne di color rosso mattone con porzioni verdine e livelli sabbiosi biancastri. Sono il risultato della sedimentazione, che avvenne tra l’Eocene e l’Oligocene, di fini particelle argillose e calcaree su fondali marini profondi; il loro assetto deformato si deve in parte a franamenti sottomarini. Queste marne costituiscono, insieme alle Arenarie di Loiano, la Formazione di Montepiano. Le Arenarie di Loiano, il cui nome deriva dalla vicina località dove estesi affioramenti ne costituiscono il riferimento ufficiale, affiorano dalle pendici del Monte Termine sino al fondovalle Setta, dove sono interessate da una cospicua attività estrattiva indirizzata all’industria delle ceramiche. Il loro colore é chiarissimo e la granulometria molto grossolana, con abbondanti elementi quarzosi. La sedimentazione di questi materiali avvenne sul finire dell’Eocene in ambienti marini profondi dove grossi volumi di sedimento venivano trasportati da particolari correnti ad elevata densità. Simili a gigantesche valanghe sottomarine, queste correnti marine trasportavano su fondali molto distanti dalla costa sedimenti che si erano precedentemente deposti in ambienti di mare basso, presso spiagge e foci deltizie. Le Arenarie di Loiano sono caratterizzate da strati molto spessi e mal distinguibili, e da livelli piú cementati, di forma tabulare o globosa (cogoli), che sporgono dagli affioramenti per erosione selettiva.

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