Si tratta di rocce sedimentarie la cui origine risale al Miocene medio (23-17 milioni di anni fa), quando al posto della attuale catena si trovava un blando corrugamento, sorto dalle prime fasi dell’orogenesi, al cui fianco si sviluppava un profondo bacino marino, di forma allungata, chiamato avanfossa (cioè fossa che sta davanti alla catena montuosa in formazione). In questo mare, che poteva raggiungere il migliaio di metri di profondità, si scaricavano particolari correnti marine profonde, le correnti di torbida, che erano in grado di trasportare in tempi geologici pressoché istantanei, enormi volumi di sedimento, anche superiori al chilometro cubo. Queste correnti avevano origine nelle zone prossime alla costa che bordava l’avanfossa, per la messa in sospensione di sedimento a causa di frane sottomarine, violente tempeste e terremoti. Una volta formatasi la sospensione sedimento-acqua, questa era in grado, su pendenze anche deboli, di muoversi verso i fondali più profondi, traendo energia proprio dalla differenza di densità tra la sospensione e l’acqua marina circostante. Lungo la scarpata che bordava l’avanfossa la corrente di torbida poteva accelerare, erodendo i fondali e formando valli sottomarine, e arricchire così il suo contenuto in sedimenti. Una volta raggiunto il fondo, la corrente rallentando perdeva il carico trasportato e abbandonava prima i granuli più pesanti (generalmente sabbie) e poi via via quelli più leggeri, come le minuscole particelle argillose. Lo strato che si deposita da una corrente di torbida, che rappresenta un unico evento genetico, appare così doppio dal punto di vista litologico, con una base grossolana arenacea e un tetto che può essere marnoso-argilloso. Le arenarie che affiorano nel parco appartengono alla Formazione delle Arenarie del Monte Cervarola e la composizione dei granuli che le compongono ha mostrato che essi provengono dallo smantellamento erosivo di rilievi alpini: la fonte che alimentava le torbide durante il Miocene erano dunque gli ambienti costieri ai piedi delle montagne che chiudevano a nord l’avanfossa appenninica.

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