In vari settori del parco i terreni sono mantenuti a coltura con produzioni e assetti caratteristici della collina: alberi da frutto in filare, vigneti e prati che, periodicamente sfalciati, permettono di conservare l’attuale diversità di ambienti e, nella parte centrale dell’area protetta, risultano molto funzionali all’attività didattica.

Nei punti più riparati dei versanti assolati si incontrano anche sporadici esemplari di specie legate a climi più caldi come mandorlo e olivo (residuo di coltivazioni un tempo più diffuse).

Nelle praterie, dominate dalle graminacee, crescono specie tipiche come salvia dei prati, centaurea, achillea millefoglie, ma fioriscono anche varie orchidee (Ophrysapifera, O. fuciflora, O. fusca, Orchis morio, Gymnadenia conopsea).

Prati e coltivi abbandonati sono stati invece progressivamente invasi da rovi, vitalba e da una tipica compagine di arbusti pionieri (ginepro, rose selvatiche, ginestra, sanguinello, prugnolo, biancospino, olmo, acero campestre); queste specie compaiono dapprima con individui isolati ma tendono col tempo a formare arbusteti misti spesso intricati che, oltre a fornire rifugio e alimento per un buon numero di animali, preparano le condizioni per il ritorno del bosco.

Al riparo della macchia si insediano infatti giovani piante di roverella, orniello, acero campestre e altre specie arboree che si sviluppano facendo evolvere questi cespuglieti in boschi con caratteristiche dettate dall’esposizione del versante.

Dove