Le scarpate, i coltivi abbandonati e in genere le aree assolate con buona presenza di vegetazione arbustiva sono l’habitat ideale per varie specie di serpenti. Tra i piu’ facili da avvistare il biacco, il colubro di Esculapio e il colubro liscio, un piccolo cacciatore di lucertole e orbettini.

In prossimità dei rii principali, ma anche nel sottobosco umido dei versanti esposti a nord si possono osservare la natrice dal collare (innocua, si spinge a notevole distanza dall’acqua), la lucertola (Podarcis muralis, P. sicula), il ramarro (dalla tipica colorazione verde brillante, che predilige le radure cespugliate e i prati incolti), la luscengola (un sauro dal corpo allungato simile a un serpente e con arti assai ridotti, rapidissimo nel guizzare e nascondersi tra l’erba al primo segno di pericolo), l’orbettino (meno rapido e completamente privo di arti, più difficile da incontrare nonostante si spinga nelle aree coltivate o frequentate dall’uomo.

Il fondovalle umido del rio Ramato, lo stagno dell’area didattica e le raccolte d’acqua artificiali sono gli ambienti nei quali è possibile osservare con maggiore facilità le diverse specie di anfibi della collina che, dalla fine dell’inverno e per tutta la primavera, vi affluiscono in gran numero per compiere la fase riproduttiva. Il più abbondante è sicuramente il rospo comune, che predilige i boschi freschi ma si spinge senza difficoltà in tutti gli altri ambienti terricoli. La raganella ha invece abitudini più arboricole ma in primavera la si può incontrare nascosta tra le canne e gli arbusti intorno a qualcuno dei piccoli specchi d’acqua del parco, frequentati anche dalla rana agile (che nel resto dell’anno vive al riparo del sottobosco). In stagni e pozze, infine, trascorrono la fase larvale anche tritone crestato e tritone punteggiato, due urodeli che da adulti vivono in acqua solo nel periodo riproduttivo, durante il quale sfoggiano una livrea nuziale dalle appariscenti creste membranose e dagli intensi riflessi madreperlacei.

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