PARCO DEI LAGHI DI SUVIANA E BRASIMONE

punti di interesse

Lago di Suviana

Il bacino è tra i maggiori specchi d’acqua dell’Appennino emiliano: la superficie è di 1,5 km² circa, la profondità massima di 70 m, la capacità di 46 milioni di metri cubi. L’assetto geologico ha condizionato notevolmente la scelta del sito: l’allargamento della valle in corrispondenza delle impermeabili rocce argillose garantiva infatti la possibilità di un grande stoccaggio d’acqua e nel contempo il restringimento dovuto a una fascia di rocce arenacee offriva le condizioni di stabilità necessarie alla costruzione della diga. Le rive del lago, in prevalenza ripide e soggette a oscillazioni del livello delle acque legate al funzionamento degli impianti, sono state oggetto di interventi di consolidamento e sono oggi rivestite da fustaie di pini neri e abeti. Il lago è una meta turistica di notevole richiamo nella zona: all’ombra delle conifere sono state attrezzate aree per la sosta e sulla sponda orientale, presso la “spiaggetta”, si trovano strutture ricettive aperte durante l’estate.

Il Brasimone

Brasimone

Il bacino ha una superficie approssimativa di 0,5 km², una profondità massima di 29 m e può contenere circa 6 milioni di metri cubi d’acqua, trattenuti dalla diga delle Scalere (alta 35 m). Sulla sponda meridionale del lago risaltano le strutture del Centro Ricerche Enea del Brasimone, a fianco di Villa Ruggeri (una costruzione dei primi del secolo che oggi ne ospita gli uffici). Piccole aree di sosta si affacciano sulle rive del lago popolato da specie ittiche frutto in prevalenza di introduzioni e da un popolamento planctonico simile a quello di Suviana, per il continuo rimescolarsi delle acque dei due bacini. Anche nel bacino del Brasimone la diga è stata impostata in corrispondenza di una stretta sezione valliva su solide arenarie, all’inizio delle gole del torrente omonimo, e ha allagato un’ampia conca dove affiorano terreni in prevalenza argillosi.

Alto corso del Brasimone

Le rive del torrente sono fiancheggiate da una vegetazione tipica dei corsi d’acqua montani, con varie specie di salici arbustivi tra cui prevalgono salice ripaiolo e salice rosso. Nel sottobosco in primavera compaiono le belle fioriture profumate di aquilegia scura e i piccoli fiori bianchi a campanula di piroletta minore (Pyrola minor). Nelle fresche acque vivono numerosi macroinvertebrati acquatici: piuttosto facili da individuare sono i tricotteri, larve di insetti che vivono al riparo dei massi del greto protette da astucci di pietruzze e resti vegetali.

Gole del Brasimone

Subito a valle della diga la riva sinistra del torrente è dominata da imponenti pareti rocciose, note anche come Cinghi delle Mogne, sulle quali spiccano le ritmiche e regolari stratificazioni delle arenarie torbiditiche, rivestite da una bassa e discontinua vegetazione con carpini neri, ornielli, querce, castagni, faggi e vari arbusti. Le impervie pareti offrono riparo a gheppi, falchi pellegrini e altri rapaci, che è possibile avvistare mentre volano veloci a ridosso del versante compiendo acrobatiche evoluzioni. Lungo la dorsale, a quota 950 m, si apre la Grotta delle Fate, una cavità naturale che ha avuto origine lungo una frattura tra gli strati arenacei. La grotta, che ha uno sviluppo di circa 70 m e una profondità di 3, ospita una interessante fauna ipogea.

Bargi

Nel medioevo il borgo fu sede di un importante castello della montagna, del quale sono oggi visibili solo poche tracce delle mura perimetrali nei pressi della settecentesca chiesa, situata su un promontorio roccioso in posizione dominante sul lago di Suviana. Poco distante dall’abitato si trova Casa Comelli, un bell’edificio padronale in sasso, di notevole pregio architettonico, impreziosito esternamente da una meridiana seicentesca.

Stagno

Il borgo, situato in posizione strategica sulla valle del Limentra, ha origini antiche. In epoca medievale vi sorgeva un castello per il controllo del confine tra Bologna e Pistoia; più volte il fortilizio fu oggetto di assalti e distruzioni e oggi non ne rimangono tracce. Il paese conserva in diverse abitazioni elementi architettonici tipici delle costruzioni di montagna ed è attraversato da resti di mulattiere acciottolate. Dal piazzale antistante la chiesa di S. Michele Arcangelo, ricordata per la prima volta in un documento del 1131 e ricostruita nel ‘700, si apre una panoramica veduta sul lago di Suviana.

Monte di Stagno

Dalla piatta e ventosa cima del monte, raggiunta da qualche basso e contorto carpino nero, si apre un ampio panorama che domina il sottostante bacino di Suviana e gran parte della valle del Limentra di Treppio per spingersi fino alla vallata del Reno e ai rilievi dei monti Cavallo, Corno alle Scale e Cimone; verso nord si staglia il massiccio e inconfondibile profilo di Monte Vigese, localmente noto come Sasso Balinello.

Monte Calvi

Il maggiore rilievo del parco (1283 m) si affaccia sulla valle del Limentra di Treppio, con un aspro versante nel quale i boschi misti di latifoglie e i rimboschimenti di conifere sono, nei tratti più scoscesi, interrotti da affioramenti rocciosi rivestiti da una rada vegetazione erbacea e punteggiati da gruppi di bassi e stentati carpini neri, ornielli e faggi. Sul più dolce versante orientale ampie radure un tempo coltivate o dedicate al pascolo sono oggi colonizzate da macchie di felce aquilina e di vari arbusti (in primavera spiccano le gialle fioriture di ginestra dei carbonai). Muretti in pietra delimitano ampi prati e conducono a nuclei di case in sasso con vecchi ciliegi, meli e peri.

Chiapporato

Il suggestivo borgo, sviluppatosi tra i secoli XVII e XIX, è incastonato in un angolo riparato dai venti, tra castagni secolari, ai piedi dell’aspro versante occidentale del Monte Calvi. Del nucleo fanno parte notevoli case in sasso, in parte diroccate, con i tipici elementi dell’architettura rurale montana (porte e finestre riquadrate in arenaria, tetti a lastre, nicchie per immagini votive). Il borgo, privo di acqua corrente e di energia elettrica, è tenuto in vita da un paio di famiglie che vi risiedono regolarmente; lungo il sentiero di collegamento si notano il vecchio forno, il lavatoio e una bella edicola in sasso affiancata da macchie sempreverdi di bosso. In posizione rilevata e panoramica sulla valle si trovano l’antico oratorio con canonica annessa e un piccolo cimitero ombreggiato da un grande ciliegio.

Poranceto

All’interno di un esteso e suggestivo castagneto è situato il Museo del Bosco di Poranceto, uno dei centri visita del parco, dedicato all’ecosistema bosco e alla tradizionale coltura del castagno, spesso utilizzato anche per seminari, convegni e manifestazioni culturali. Nel castagneto circostante spiccano alcuni individui secolari con grandi tronchi cavi; il caratteristico sottobosco è dominato dalle alte fronde di felce aquilina.