Le Buche

Buca delle Candele

Nei pressi della “Palestrina”, antico fronte di cava forse di epoca romana, sulle ripide pareti di un inghiottitoio posto all’interno di una macchia boscata, il ruscellamento ha prodotto evidenti e spettacolari solchi verticali con sezione a doccia noti come “erosioni a candela”.

 

Buca del Budriolo

E' una profonda valle cieca, che si è sviluppata a contatto con strati gessosi molto inclinati; sul fondo si apre l’inghiottitoio di accesso alla grotta Calindri (un’altra grotta protetta). Al dolce versante meridionale, con seminativi e un piccolo vigneto, si contrappone il ripido versante opposto. Gli affioramenti sono colonizzati dalla tipica vegetazione pioniera a muschi, licheni e piccole succulente; in estate spiccano le fioriture dorate di elicriso e ginestra. Alle zone scoperte si alterna una bassa boscaglia a roverella, in cui compare la sempreverde fillirea.

 

Buca dell’Inferno

Numerosi inghiottitoi, dai quali si accede a piccole cavità come la Grotta Coralupi, si aprono sui versanti della dolina, quasi interamente rivestiti da un bosco fresco. In primavera, tra le splendide fioriture del sottobosco, spicca per abbondanza quella di scilla; durante l’estate, in limitatissime stazioni, fioriscono giglio martagone e giglio rosso.

 

Buca di Gaibola

Ampia dolina al cui interno si aprono gli inghiottitoi di accesso a numerose cavità. Quella più estesa (Grotta Novella) è adibita a laboratorio sotterraneo ed è ornata da imponenti lame calcitiche. Il microclima fresco ed umido nei pressi degli inghiottitoi favorisce l’insediamento di Muschi (Minimum spp), Felci (Polypodium vulgare), Falso Capelvenere (Asplenium trichomanes). Da segnalare la presenza di speronella lacerata, estremamente rara soprattutto a quote così basse. Il versante settentrionale, una volta occupato da coltivi, è oggi rivestito da un denso arbusteto che si prolunga nel bosco che occupa il resto dell’ampia dolina.

 

Buca di Ronzano

Nelle zone più dolci della valle cieca sono sorte diverse abitazioni, circondate da estesi impianti di sempreverdi, vigneti, filari di alberi da frutto e prati. Sui costoni gessosi che chiudono la valle si sviluppa una rada boscaglia, interrotta a tratti dagli affioramenti, dove roverella, ornello e perastro assumono spesso portamento cespuglioso e contorto; l’esposizione soleggiata di questo versante arricchisce la vegetazione di numerose presenze mediterranee (cisto femmina, fillirea, leccio).