L'avvento delle grandi opere pubbliche

A partire dall’inizio del secolo XX questo settore dell’Appennino bolognese è stato sede di alcune grandi opere pubbliche che hanno portato a un nuovo assetto del territorio e a notevoli trasformazioni del paesaggio.

Nel 1910 furono avviati i lavori per la costruzione di una diga nei pressi del mulino delle Scalere, dove la valle del Brasimone si restringeva e il torrente formava una suggestiva serie di salti.

La diga venne utilizzata anche per il passaggio di una nuova strada che collegava Castiglione a Riola passando per Camugnano, consentendo di raggiungere la Porrettana e la ferrovia Bologna-Pistoia. La centrale idroelettrica collegata all’invaso del Brasimone fu costruita più a valle, nei pressi dell’antica chiesa di S. Maria, dove nel 1917 venne realizzata una seconda diga per aumentare la produzione.

Dieci anni più tardi le Ferrovie dello Stato ultimarono la costruzione di un invaso a Pavana, nella vicina valle del Limentra di Sambuca, destinato a fornire energia per l’elettrificazione delle linea ferroviaria Porrettana e nel 1928 iniziarono i lavori di sbarramento del Limentra di Treppio ai Cinghi di Bargi e Suviana.

La nuova diga, la più alta allora esistente in Italia (97 m), venne completata nel 1933 con ingente impiego di uomini e mezzi: per la sua realizzazione vennero costruite nuove strade e una teleferica di collegamento tra Suviana e la stazione di Porretta per il trasporto del cemento utilizzato per consolidare il materiale lapideo derivato dalla frantumazione della roccia recuperata in loco. Nel nuovo grande bacino vennero fatte confluire anche le acque di Pavana attraverso un condotto sotterraneo.

A conclusione della stagione delle grandi opere idroelettriche è stato realizzato, all’inizio degli anni settanta, il collegamento tra i due bacini del Brasimone e di Suviana tramite condotte forzate e un impianto in grado sia di generare energia elettrica sia di pompare acqua verso il bacino superiore per continuare il ciclo produttivo. Negli anni sessanta era stata anche avviata la costruzione di un impianto sperimentale per la produzione di energia nucleare (denominato PEC) sulla riva meridionale del bacino del Brasimone.

Il progetto è stato definitivamente abbandonato in seguito al referendum nazionale del 1987.