Pietro Oleandri

Pietro Oleandri viveva a Cerpiano, aveva 74 anni e faceva il contadino.

Il 29 settembre 1944 venne condotto dai nazisti all’interno dell’Oratorio. Con lui c’erano la nuora, tre nipoti e decine di altre persone, adulti e bambini. Le bombe lanciate dalle SS all’interno di questo angusto spazio provocarono subito la morte della nuora e di due nipotini. Pietro ed il nipote Sirio restarono illesi: attenti e vigili informarono i sopravvissuti su ciò che stava succedendo all’esterno. Ad un tratto Pietro sentì muggire le sue mucche e le vide dirigersi verso un campo di erba medica ancora verde...

Sapeva che gli animali poi avrebbero potuto stare male e, d'istinto, prese Sirio per mano ed uscì da quel luogo di morte per salvare le sue mucche.

Una raffica di mitra colpì entrambi: caddero tenendosi per mano sulla soglia dell’Oratorio di Cerpiano.

I resti di Pietro Oleandri e dei nipotini sono attualmente custoditi nel Sacrario di Marzabotto.

Scheda elaborata da Gloriana Roveri e Maurizia Nannetti guide volontarie del Parco storico di Monte Sole-Ente Parchi Emilia-Orientale

Fonti

Jack Olsen, Silenzio su Monte Sole. La prima cronaca completa della strage di Marzabotto, Milano, Garzanti, 1970;

Luciano Gherardi, Le querce di Monte Sole. Vita e morte delle comunità martiri fra Setta e Reno (1898-1944 ), Edizioni Dehoniane Bologna, 2014;

Relazione di Antonietta Benni educatrice orsolina al Cardinale Nasalli Rocca, autunno 1945;

Luca Baldissara, Paolo Pezzino, Il massacro, Bologna, Il Mulino, 2009;

Sito: www.storiaememoriadibologna.it