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I Calanchi dell’Abbadessa

I calanchi dell’Abbadessa formano una bella dorsale argillosa modellata nel substrato geologico piú antico delle colline bolognesi: le “Argille Scagliose”.

Il nome, oggi superato ma che conserva valore nelle descrizioni geologiche del bolognese, si deve al geologo ottocentesco Gian Giuseppe Bianconi, che cosí commentava l’aspetto di queste rocce: “Chiunque abbia visto i terreni delle argille ha pur veduto la varietà dei colori che per zone, vene e macchie, stranamente ravvolte le percorrono in ogni senso…

Le argille confermano adunque che il terreno cui esse appartengono é un terreno di profondo travolgimento, e che li materiali dei quali consta sono venuti da varie parti…”.

Le “Argille Scagliose” sono un complesso roccioso dove domina una matrice argillosa variegata, a cui sono mescolati inclusi rocciosi di varia natura e con età differenti (da 180, per i frammenti ofiolitici, a 60 milioni di anni).

Il complesso viene definito alloctono perché il contesto geografico in cui ha avuto origine é situato, nelle ricostruzioni geologiche, in aree molto distanti da quelle di affioramento attuale, in un settore paleogeografico indicato come Oceano Ligure (per questo si usa il nome di liguridi). Sono rocce che hanno traslato enormemente nel corso dell’orogenesi appenninica, acquisendo un aspetto caotico: tra argille di colori diversi emergono con frequenza inclusi marnosi bianchissimi, stirati in forme allungate o irregolari, e chiari blocchi calcarei di diverse dimensioni.

L’argilla ha caratteristiche molto peculiari. Formata da particelle di dimensioni piccolissime, é infatti impermeabile e si ammorbidisce notevolmente a contatto con l’acqua.

Per questo é una roccia molto erodibile e crea versanti instabili. Spesso fattori diversi, come la pendenza dei versanti, il tipo di copertura vegetale, l’esposizione e l’attività antropica, convergono nel causare dinamiche erosive molto intense. E’ cosí che sui pendii argillosi si approfondiscono i calanchi, con i loro scenari desertici.

Piú linee di crinale si susseguono una dopo l’altra, formando una continua successione di quinte dirupate dove i sottili crinali separano pendii rocciosi ripidissimi, a volte incredibilmente colorati.