x
Centralino +39 051 6702811

I boschi di faggio

Gran parte dei versanti montani sono rivestiti da boschi di faggio che risalgono fino alle cime più elevate.

Nelle faggete delle quote più basse questa latifoglia si mescola ad alberi e arbusti tipici dei querceti sottostanti; sui substrati arenacei è facile incontrare boschi misti di faggio e castagno, derivati da vecchi castagneti da frutto abbandonati, nei quali si stanno gradualmente ripristinando condizioni più naturali.

A partire dai 900 m di quota il faggio, favorito dal clima più fresco e dagli intensi tagli di ceduazione di un tempo, tende a formare boschi puri in cui solo di rado trovano posto altre specie arboree come acero di monte e sorbo montano.

Fra gli arbusti compaiono il maggiociondolo alpino e il nocciolo, che lungo le sponde dei rii vegeta a fianco di salice rosso e salice ripaiolo.

Nel corso della primavera e fino alla tarda estate nel sottobosco si susseguono le fioriture di numerose erbacee tipiche delle faggete appenniniche: anemone dei boschi, dentaria minore, geranio nodoso, acetosella, euforbia delle faggete, lattuga dei boschi, garofanino di montagna e Epipactis helleborine(un’orchidea dai fiori verdi sfumati di rosa).

Più di rado si incontrano erba crociona, mercorella, pigamo colombino (Thalictrum aquilegifolium), aquilegia scura e sigillo di Salomone maggiore, i cui fusti inclinati d’estate nascondono bacche bluastre. A volte il sottobosco è molto povero e prevale l’erba lucciola (Luzula nivea), di aspetto simile a una graminacea, che segnala le formazioni più degradate. Le faggete più fresche ospitano anche diverse felci, tra cui i grandi cespi di felce maschio e felce femmina, le piccole fronde di Gymnocarpium dryopteris, la felce dolce e la rara lingua cervina, dalle belle foglie allungate e nastriformi.