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Il Cavone

Laghetto del Cavone. 
Il piccolo invaso artificiale raccoglie le acque del rio Piano, provenienti dal circo glaciale del Cavone. Intorno al laghetto si sviluppa la faggeta, nella quale sono allestite varie aree di sosta; tra i faggi compaiono esemplari di sorbo degli uccellatori, facilmente riconoscibili in estate per i vistosi gruppi di frutti rosso aranciati; nella zona dell’immissario crescono salici e erbe caratteristiche dei luoghi umidi come farfaracci e cerfoglio selvatico. D’inverno la superficie del lago è spesso ricoperta di ghiaccio e neve, mentre in primavera nelle sue acque è possibile scorgere le caratteristiche ovature gelatinose di rana temporaria, un anfibio dalla colorazione rossastra che abita gli ambienti umidi oltre i 1000 m di quota.

Il circo glaciale del Cavone è l’esempio più chiaramente percepibile delle morfologie glaciali presenti nel parco. Il circo venne modellato durante il Wurm, l’ultimo periodo glaciale del Quaternario (tra 70.000 e 10.000 anni fa), da un ghiacciaio sviluppato tra il Corno e la Nuda, la cui azione erosiva agì a lungo sino a creare un pronunciato catino. Il circo del Cavone rappresenta una forma relitta: nelle attuali condizioni climatiche, cioè, tende lentissimamente a perdere la sua tipica conformazione e, come altre forme ereditate da periodi precedenti della storia geomorfologica, è meritevole di particolare tutela. Sul fondo del circo sgorga l’omonima sorgente, le cui acque, dopo aver formato il rio Piano, sostano nel laghetto artificiale a lato del rifugio, prima di proseguire la loro corsa verso il Dardagna.

Un esemplare di rana temporaria detta anche rana rossa.