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Umberto Crisalidi – un commissario politico della brigata “Stella Rossa”

Partito Socialista Italiano. Combatté durante la guerra 1915-‘18.
A Vado contribuì alla costituzione della prima lega dei contadini e ne fu segretario dal 1920 al 1922.
Per le sue idee fu licenziato dal fondo in cui lavorava, fu arrestato e rinchiuso in carcere. Prese parte alla costruzione della ferrovia Bologna-Firenze (la “Direttissima” ), poi fu costretto più volte a emigrare. Fece ritorno a Vado nel 1939.
Dopo l’8 settembre 1943, aiutato dallo studente liceale Giorgio Ugolini, si mise a raccogliere e a nascondere i moschetti che i militari in transito abbandonavano lungo la Direttissima. Ai primi di novembre del ‘43 fondò il primo nucleo della brigata partigiana “Stella Rossa” insieme
con il concittadino Mario Musolesi (che ne divenne il capo col nome di battaglia “Lupo”) e con alcuni giovani della zona. Trasformò da subito il suo podere, la “Disperata”, in sede di reclutamento di partigiani.
Questo primo nucleo di ribelli si impegnò nel cercare e nell’ allestire rifugi per gli uomini, raccogliere grandi quantità di cibo e materiale vario, fare propaganda fra i contadini per attirare nuovi sostenitori, istituire una rete sicura di informatori e, contemporaneamente, nell’ effettuare le prime azioni di guerriglia contro i rappresentanti locali del fascio e i presidi tedeschi della zona. Col tempo arrivarono in brigata tanti giovani e gran parte della popolazione fu invogliata ad una collaborazione attiva. La brigata scelse come base principale l’altopiano di Monte Sole perché era la zona d’origine di gran parte dei partigiani e per la posizione geografica: da lì era possibile controllare le ferrovie Direttissima e la Bologna-Pistoia e le due strade che portavano in Toscana, cioè la Val di Setta e la Porrettana.
Umberto, originario della zona, di età più adulta di quella della stragrande maggioranza dei compagni, un passato da antifascista, divenne un riferimento importante. Fin da subito tenne i contatti tra la brigata e il CLN di Bologna. Col nome di battaglia “Vecchio” accompagnò la brigata dalla sua nascita al suo scioglimento: fu consigliere del “Lupo” e partigiano combattente. Fu testimone di momenti difficili, errori, tradimenti, drammi. La Stella Rossa si proclamava brigata autonoma e, per diversi mesi, Mario Musolesi non volle la presenza di commissari politici perché temeva scontri e divisioni tra i suoi uomini. Solo dall’estate del ’44 “Lupo” cambiò idea a patto che fossero presenti in brigata commissari di varie tendenze politiche. Umberto fu uno di loro.
La fine della brigata Stella Rossa iniziò il 29 settembre 1944, il primo giorno della strage di Monte Sole, dopo l’uccisione del suo comandante. Nella notte fra il 29 e il 30 settembre Umberto si allontanò dai luoghi dell’eccidio con alcuni compagni e con le “bambine” (giovani donne imparentate con i capi della brigata che avevano svolto il ruolo di staffette) e raggiunse Castiglione dei Pepoli, un paese dell’ Appennino bolognese, dove si mise in contatto con il comando alleato.
E’ morto nel 1984.

Scheda elaborata da Gloriana Roveri e Maurizia Nannetti, guide volontarie del Parco Storico di Monte Sole

Fonti

  • Giampietro Lippi, Il sole di Monte Sole, Bologna, A.N.P.I., 1995;
  • Luca Baldissara, Paolo Pezzino, Il massacro. Guerra ai civili a Monte Sole, Bologna,Il Mulino, 2009;
  • Luciano Gherardi, Le querce di Monte Sole. Vita e morte delle comunità martiri fra Setta e Reno (1898-1944), Bologna, Edizioni Dehoniane, 2014;
  • Cinzia Venturoli, La guerra sotto il Sasso. Popolazione, tedeschi, partigiani 1940-1945, San Giovanni in Persiceto, Edizioni Aspasia, 1999;
  • Mirco Dondi, Marzabotto: la Stella Rossa, la strage, la memoria, in Brunella Dalla Casa e Alberto Preti (a cura): La montagna e la guerra. L’Appennino bolognese fra Savena e Reno 1940-1945, San Giovanni in Persiceto, Edizioni Aspasia,1999;
  • Testimonianza di Umberto Crisalidi, in Luciano Bergonzini, La Resistenza a Bologna, vol. III, Istituto per la storia di Bologna, 1970;
  • Umberto Crisalidi, La brigata Stella Rossa Lupo, in Nazario Sauro Onofri, Marzabotto non dimentica Walter Reder, Grafica Lavino Editrice, 1985

Sito: www.storiaememoriadibologna.it