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Utilizzo di droni all’interno delle Aree protette di competenza dell’Ente

Negli ultimi tempi l’Ente ha ricevuto numerose richieste di sorvolo di drone all’interno delle Aree protette di propria competenza[1]. Si tratta di domande pervenuta da soggetti diversi, motivate da ragioni di vario tipo: ad esempio rilevamenti tecnici in ambiente, attività di ricerca e monitoraggio, svolgimento di riprese professionali per conto terzi, attività di ricerca persone ed esercitazioni di protezione civile, mera attività ludica da parte di amatori.

Al momento non è stata elaborata una proposta di regolamentazione che tenga conto dei diversi aspetti e delle indicazioni regionali per questa specifica attività, pratica che, come è facile comprendere, ha implicazioni gestionali di vario tipo per le Aree protette di nostra competenza. Benché il drone rappresenti un formidabile strumento, solitamente di limitato impatto naturalistico quando condotto da professionisti, va considerato che l’utilizzo del drone può:

indurre disturbo, spesso del tutto involontario, alla fauna selvatica, in particolare a quella di medie e grandi dimensioni (uccelli, mammiferi…); tale disturbo può riguardare fasi delicate come la riproduzione o la migrazione;

violare la tranquillità e la privacy di utenti delle Aree protette;

costituire un rischio di incidenti per utenti, proprietari e residenti, innescare fenomeni di emulazione o fruizione indesiderata, in aree non destinate ad accogliere visitatori, determinare un maggiore rischio di incendi.

Considerato che esiste un generalizzato divieto di sorvolo delle Aree protette con qualunque mezzo tranne nei casi in cui esista un evidente interesse pubblico, in attesa di definire con apposita disciplina un preciso ambito in cui si possa esercitare l’utilizzo del drone in modo compatibile con la normativa di tutela ambientale,

si ritiene necessario non autorizzare temporaneamente e fino a nuove indicazioni l’attività di impiego di droni di qualunque tipologia se non in presenza di un evidente e dimostrato interesse pubblico (ad es. attività di protezione civile, attività di ricerca e monitoraggio, …).

Eventuali richieste di Nulla-osta e Valutazione di incidenza dovranno in ogni caso essere effettuate sulla modulistica presente sul sito dell’Ente (Ente Parchi Bologna | Richiedere nulla osta e valutazioni di incidenza).

 

Il Direttore

Dott. Massimo Rossi

 

[1] Si ricorda che l’Ente è competente sulle seguenti Aree protette:

Parco regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa e omonimo Sito Natura 2000 ZSC-ZPS IT4050001 “Gessi Bolognesi, Calanchi dell’Abbadessa”;
Parco regionale del Corno alle Scale e dell’omonimo Sito Natura 2000 ZSC-ZPS IT4050002 “Corno alle Scale”;
Parco storico regionale Monte Sole e dell’omonimo Sito Natura 2000 ZSC IT4050003 “Monte Sole”
Riserva regionale del Contrafforte Pliocenico e dell’omonimo Sito Natura 2000 ZSC-ZPS IT4050012 “Contrafforte Pliocenico”;
Parco regionale Abbazia di Monteveglio e dell’omonimo Sito Natura 2000 ZSC IT4050016 “Abbazia di Monteveglio”
Parco regionale Laghi Suviana e Brasimone e dell’omonimo Sito Natura 2000 ZSC IT4050020 “Laghi di Suviana e Brasimone”
Sito Natura 2000 ZSC-ZPS IT4050029 “Boschi di San Luca e Destra Reno”